27 novembre 2020

INTRODUZIONE AL CICLO DI NATALE E DISPENSA DI LITURGIA SUL TEMPO D'AVVENTO: rubriche, cerimonie e pratiche devote



IL CICLO DI NATALE


Comincia con i Primi Vespri della I Domenica d’Avvento e termina con la Compieta del Giorno Ottavo dell’Epifania.

Esso si compone in questo modo:

  • Il Tempo d’Avvento (colore liturgico de tempore violaceo, rosa la III Domenica e il Lunedì, Martedì e Giovedì della sua settimana; la sua durata è variabile tra i 22 e i 28 giorni): esso si compone di quattro settimane: l’ultima di esse è completa se la I Domenica d’Avvento cade il 27 Novembre; se invece cade il 3 Dicembre, l’ultima settimana si riduce alla IV Domenica commemorata in occorrenza con la Vigilia di Natale. La I Settimana d’Avvento cadono inoltre le Quattro Tempora.
  • Il Tempo di Natale (colore liturgico de tempore bianco anche se il Proprio del Tempo prevede alcune Feste che hanno colore rosso come S. Stefano, o persino violaceo come i SS. Innocenti; 20 giorni in totale), esso si suddivide così:
    • Natale e la sua Ottava, dal 25 Dicembre al 1 Gennaio
    • I giorni tra l’Ottava di Santo Stefano e la Vigilia dell’Epifania, dal 2 al 5 Gennaio
    • L’Epifania e la sua Ottava, dal 6 al 13 Gennaio.

Si arriva a un totale di che può andare dai 42 ai 48 giorni, cioè da 6 settimane a quasi 7. Il fulcro cronologico di questo ciclo è il giorno di Natale, 25 Dicembre.

Come si vedrà più avanti, al Ciclo di Natale segue un periodo liturgico intermedio di durata estremamente variabile (da 4 giorni a 5 settimane e mezza) che lo separa dal Ciclo di Pasqua: il Tempo dopo l’Epifania.


IL TEMPO D'AVVENTO


Caratteristiche generali

Il Tempo d’Avvento segna l’inizio di un nuovo anno liturgico. Esso incomincia con i Primi Vespri (anche solo commemorati) della I Domenica d’Avvento, e si conclude con l’Ufficio di Nona della Vigilia di Natale. La I Domenica d’Avvento è la Domenica che cade più vicina alla festa di S. Andrea Apostolo (30 Novembre): di conseguenza essa può capitare dal 27 Novembre al 3 Dicembre, né prima né dopo. La Vigilia di Natale è il 24 Dicembre, e non si può anticipare se cade di Domenica.

L’Avvento è un tempo di penitenza: dalla I Domenica fino al giorno di Natale incluso, uno dei precetti della Chiesa proibisce la celebrazione solenne delle nozze (non sono impedite le nozze stesse, come pensano erroneamente alcuni, ma è vietato celebrarle con pompa e solennità per rispetto all’attesa del Natale). Ciò malgrado, gli unici giorni di digiuno e astinenza di precetto sono le Quattro Tempora e la Vigilia di Natale.

Il colore liturgico de tempore dell’Avvento, cioè delle Domeniche e Ferie, è il violaceo; Il Diacono e il Suddiacono alla Messa solenne non possono usare dalmatica e tunicella, ma le pianete plicate. L’Altare non può essere ornato con fiori e l’organo non può suonare se non per sostenere il canto.

La III Domenica, detta Gaudete dalla prima parola dell’Introito della sua Messa, le regole esposte al paragrafo precedente subiscono un’eccezione: si può facoltativamente usare il colore rosa, Diacono e Suddiacono indossano dalmatica e tunicella alla Messa, l’Altare si può ornare di fiori e l’organo essere suonato. Così anche il Lunedì, Martedì e Giovedì di quella settimana in cui si celebra la Messa feriale (non gli altri tre giorni, essendovi le Quattro Tempora).

Il rito delle Domeniche è Semidoppio quanto al modo di ordinare l’Ufficio e la Messa (con qualche eccezione che si vedrà in seguito), tuttavia esse sono Domeniche Maggiori:

  • La I Domenica d’Avvento è una Domenica di I Classe: essa non cede nemmeno alle feste più solenni.
  • Le altre tre sono Domeniche di II Classe: esse cedono soltanto alle feste di rito Doppio di I Classe.

Quindi, per esempio, negli anni in cui la festa dell’Immacolata Concezione cade la II Domenica d’Avvento, la Festa prevale e se ne fanno l’Ufficio e la Messa con la commemorazione della Domenica a entrami i Vespri, a Mattutino e Lodi, e alla Messa.

Le Ferie d’Avvento sono Ferie Maggiori non privilegiate, che cedono alle Feste «delle nove lezioni» (quindi quelle di rito Doppio e Semidoppio) ma non a quelle di rito Semplice. Quando queste Ferie sono impedite se ne fa sempre la commemorazione a Lodi e Vespri e alla Messa. A Lodi e Vespri si usa l’Antifona al Benedictus o al Magnificat del giorno, col relativo Versetto e l’Orazione della Domenica precedente. Alla Messa si riprendono le tre Orazioni Colletta, Secreta e Postcommunio della Domenica precedente.

Durante tutto l’Avvento le Vigilie de Sanctis (per il calendario universale S. Andrea, Immacolata e S. Tommaso) sono omesse all’Ufficio e si commemorano solo alla Messa.

Dall’8 al 15 Dicembre si seguono le regole normali delle Feste Doppie di I Classe (della S. Vergine) con Ottava Comune.

Il Mercoledì, Venerdì e Sabato della III Settimana d’Avvento cadono le Quattro Tempora, che prendono il posto delle Ferie relative e hanno uguale rito al Breviario (ma Messa propria).

A partire dal 17 Dicembre si devono necessariamente interrompere tutte le Ottave particolari che potrebbero essere in corso.

La Vigilia di Natale è una Vigilia Privilegiata di I Classe che non cede a nessuna Festa. Quando essa è in occorrenza con la IV Domenica di Avvento, la Vigilia prevale sulla Domenica e se ne fanno l’Ufficio e la Messa, mentre la Domenica viene solo commemorata ai Primi Vespri, a Lodi e alla Messa. Questa Vigilia ha due particolarità assolutamente uniche: la prima è quella di avere ben due riti, Semplice a Mattutino e Doppio (di I Classe) da Lodi a Nona; la seconda quella del canto solenne del Martirologio di Natale, in cui gli Accoliti portano i ceri e il Sacerdote indossa il piviale, incensa il libro e canta l’elogium con un tono proprio, inginocchiandosi alle parole In Bethlehem Judae etc..

 

Al Breviario

Per tutto il tempo d’Avvento si legge, alla Scrittura occorrente del Mattutino, il Libro del Profeta Isaia, che ebbe da Dio il privilegio di profetizzare in maniera particolareggiata, con ben sette secoli di anticipo, la venuta del nostro Redentore. Si legge dalla I Domenica di Avvento fino al 23 Dicembre, con l’eccezione delle Quattro Tempora e delle eventuali feste che disponessero di lezioni proprie oppure prese dal Comune per il I Notturno (S. Andrea, l’Immacolata Concezione e S. Tommaso Apostolo nel calendario universale, ma i calendari particolari possono includerne altre).

Il Suffragio di Lodi e Vespri è abolito durante tutto il Tempo d’Avvento anche alle Feste, e verrà ripreso solo una volta terminata l’Ottava dell’Epifania, così come anche il Simbolo Atanasiano dell’Ufficio di Prima domenicale.

Le Domeniche viene omesso il Te Deum a Mattutino, che è sostituito dal IX Responsorio.

Essendo le Ferie Maggiori automaticamente Ferie di penitenza, all’Ufficio feriale vige l’obbligo di recitare le Preci Feriali a tutte le Ore da Lodi a Compieta, con lo Schema II delle Lodi (e il Mercoledì anche al III Notturno) e il quarto Salmo a Prima. Le Domeniche si dicono le Preci Domenicali a Prima e Compieta come al solito, se non si devono commemorare feste di rito Doppio o Ottave.

L’Avvento non dispone di Inni per ogni giorno della settimana: le Ore Maggiori, cioè Vespri, Mattutino e Lodi, hanno degli Inni fissi per tutto il tempo d’Avvento (tranne, ovviamente, alle Feste, le quali usano gli inni propri o quelli del Comune): Creator alme siderum a Vespri, Verbum supernum prodiens a Mattutino, En clara vox redarguit a Lodi. Le altre Ore hanno i loro soliti Inni fissi per tutto l’anno. Anche i Versetti di Vespri e Lodi sono fissi. Inoltre il Salterio fornisce due Invitatori: Regem venturum Dominum per le prime due settimane d’Avvento e Prope est jam Dominus per le ultime due, più uno particolare per la Vigilia di Natale. Al Versetto del Responsorio di Prima, anche dell’Ufficio festivo se non ce ne sono di propri, si dice Qui venturus es in mundum. La Festa e Ottava dell’Immacolata, eccetto la Domenica infra Octavam, gli Inni con metrica uguale hanno la conclusione Jesu tibi sit gloria qui natus es de Virgine, e al Responsorio di Prima il Versetto Qui natus es de Maria Virgine.

L’Antifona finale delle Ore è l’Alma Redemptoris Mater con il Versetto Angelus Domini e l’Orazione Gratiam tuam. Questa Antifona persiste fino al 2 Febbraio, ma il Versetto e l’Orazione cambiano a partire dai Primi Vespri di Natale.

L’organizzazione dell’Ufficio domenicale non presenta particolari problemi, tenendo conto di quanto detto sopra più il fatto che ogni Domenica ha il suo Proprio, composto dalle Antifone ai Salmi (per entrambi i Vespri, Lodi, Prima, Terza, Sesta e Nona), dalle Antifone al Magnificat e al Benedictus, dai Capitoli (quello unico per Vespri, Lodi e Terza, e quelli per Sesta e Nona, quest’ultimo come al solito corrispondente alla Lettura Breve di Prima); infine le Letture del Mattutino con i Responsori, e l’Orazione. Nel Salterio si trovano le Antifone per il Mattutino domenicale (specifiche per l’Avvento, da non confondere con quelle per il Tempo dopo l’Epifania), e normalmente tutti gli Inni e i Versetti.

Invece l’Ufficio feriale è un caos, il più complicato dell’intero anno liturgico. Cercando di riassumere e semplificare al massimo:

  • A Mattutino Invitatorio, Inno, Antifone, Salmi e Versetti sono nel Salterio, Letture e Responsori nel Proprio. Le Antifone sono le stesse che si dicono nel resto dell’anno.
  • A Lodi (ricordo ancora: Schema II) il Salterio presenta delle Antifone che si usano nelle prime tre settimane, e poi delle Antifone diversificate per le sei Ferie che precedono la Vigilia di Natale, nelle quali ogni giorno ha le sue Antifone proprie. I Salmi gli Inni, i Versetti e le Preci sono sempre nel Salterio. L’Antifona al Benedictus è propria del giorno, l’Orazione è quella della Domenica precedente.
  • A Prima, Terza, Sesta e Nona le Antifone sono organizzate per settimana e corrispondono a quelle della Domenica. Possono mancarne alcune, specialmente quelle della seconda settimana: non è un problema dato che in quel periodo cade l’Ottava dell’Immacolata, che prevale sull’Ufficio feriale. Anche in questo caso, le ultime sei Ferie prima della Vigilia di Natale hanno Antifone proprie. I Capitoli coi Responsori, i Versetti, le Preci e la Lettura Breve di Prima si trovano nel Salterio, l’Orazione è sempre quella della Domenica.
  • I Vespri dal Lunedì al Venerdì hanno le stesse Antifone del resto dell’anno (i Vespri del Sabato quelle domenicali). I Salmi e le Preci sono nel Salterio, l’Inno col Versetto anche, o male che vada nel Proprio o nell’Ordinario. Le Antifone al Magnificat sono proprie, tuttavia i giorni che vanno dal 17 al 23 Dicembre hanno Antifone speciali, le cosiddette Grandi Antifone conosciute anche come Antifone “O”, che a causa della loro particolare importanza vanno sempre raddoppiate.
  • Compieta è l’unica Ora Canonica che non subisce variazioni nel corso dell’anno. Semplicemente bisogna ricordarsi che le Preci, essendo Feriali, vanno recitate in ginocchio.

Per l’Ufficio festivo ci si regola come sempre, utilizzando le Antifone del Salterio che sono denominate per annum e lo Schema I delle Lodi, oppure quelle del Proprio o del Comune secondo il caso.

Il 21 c’è l’Antifona Nolite timere, che si dice o per la commemorazione della Feria nella Festa di San Tommaso, o, se è Domenica, come Antifona al Benedictus. Il 23 c’è l’Antifona al Benedictus Ecce completa sunt. La Vigilia di Natale ha Antifone e Salmi del Salterio a Mattutino, e nelle restanti Ore Salmi festivi e il resto proprio.

 

Al Messale

L’Avvento ha solo otto Messe proprie: cioè per le quattro Domeniche, i tre giorni delle Quattro Tempora, e la Vigilia di Natale. Nelle Ferie si riprende dunque la Messa domenicale, se non si vogliono celebrare Messe Votive o di Requiem; tuttavia a partire dal 17 Dicembre le Messe Votive comuni e quelle quotidiane di Requiem sono proibite (come anche alle Quattro Tempora e Vigilie de Sanctis). Ma le Messe Votive pro re gravi et publica simul causa sono comunque permesse, a eccezione della I Domenica d’Avvento e della Vigilia di Natale, e le Messe lette da Requiem per i giorni privilegiati (morte, funerale, 3°, 7° e 30° giorno, anniversario) lo sono altrettanto ma a eccezione anche delle altre Domeniche.

In tutte le Messe de tempore il Gloria in excelsis è soppresso, di conseguenza alla fine della Messa si dice Benedicamus Domino invece che Ite Missa est. Alla Messa feriale che riprende quella della Domenica si omette l’Alleluja.

Sia nelle Messe de tempore, che in quelle de Sanctis di rito Semidoppio, le Orazioni pro diversitate Temporum assignatae sono così regolate: la prima (dopo quelle della Messa e delle commemorazioni) è della Beata Vergine Deus qui de Beatae Mariae, la seconda quando viene recitata è quella contro i persecutori della Chiesa Ecclesiae tuae oppure per il Papa Deus omnium fidelium. Se la Messa è offerta in onore della Beata Vergine, o se la Beata Vergine è commemorata, o ancora se si tratta della Messa Votiva di Ognissanti, la prima orazione viene sostituita con quella dello Spirito Santo Deus qui corda fidelium.

Il Prefazio domenicale è di per sé quello della SS. Trinità, quello feriale è il Prefazio Comune; chi usufruisce dei Prefazi propri di Francia vi troverà però lo speciale Prefazio di Avvento da usare sia le Domeniche che le ferie e le Feste non aventi Prefazio proprio.

Per Santa Maria in Sabato e le Messe Votive de Beata si usa la Messa I Rorate coeli.

Le Messe delle Quattro Tempora seguono le loro regole normali: il Mercoledì si aggiunge una Profezia e il Sabato cinque, dotate sempre di Graduali e Orazioni.

Alle Messe feriali cantate e solenni ci si inginocchia a tutte le Orazioni Collette e Postcommunio, a meno che non siano state precedute dal Levate, e dal Sanctus al Pax Domini.

 

All’Antifonale e al Graduale

Negli Uffici de tempore gli Inni e i Responsori delle Ore Minori seguono un tono proprio. Le Domeniche la Messa si canta col Kyriale XVII (che corrisponde, nell’Ufficio, al tono VIII del Benedicamus Domino); nelle Ferie la Messa ha il Kyriale XVIII (nell’Ufficio Benedicamus Domino col tono VII).


Al Caeremoniale Episcoporum

L’Avvento essendo come già detto un tempo di penitenza, i Prelati non regolari indossano l’abito corale penitenziale, nero per i Prelati inferiori e i Vescovi, e violaceo per i Cardinali, conservando ovviamente lo zucchetto, la berretta e il galero propri della loro dignità. Si eccettua la Festa dell’Immacolata, in cui si usa l’abito normale. Agli Uffici e Messe Pontificali de tempore si usa la mitria aurifregiata, ma la Domenica Gaudete e alle Feste la mitria preziosa. I paramenti non si indossano in sacrestia ma al Trono o al Faldistorio; il Suddiacono canta l’Epistola senza pianeta plicata, così il Diacono per il Vangelo, sostituendo anche la stola normale con la stola latior (la Domenica Gaudete si seguono invece le regole normali).

 

Pratiche

La più conosciuta è quella della Corona d’Avvento, una corona vegetale o floreale al cui centro stanno quattro ceroni, tre violacei e uno rosa, che si accendono progressivamente ognuno a ciascuna Domenica, e si possono tenere accesi tutti i giorni per la Messa, i Vespri o la Novena, fino alla Vigilia di Natale inclusa. La si colloca presso l'Altar Maggiore (e mai su di esso come fanno certuni!!).

Una pratica liturgica bellissima è quella della Messa Rorate. Vale a dire che si celebra l’omonima Messa, o per Santa Maria in Sabato o semplicemente come Votiva, prima dell’alba, quando il cielo è ancora scuro, alla luce delle sole candele dell’altare, che eccezionalmente possono essere aumentate di numero senza limiti, dato che il Sacerdote ne ha bisogno per leggere bene il Messale.

Prima della Divino Afflatu il Breviario indicava espressamente l’obbligo, per chi cantava l’Ufficio in coro, di recitare l’Ufficio dei Defunti tutti i lunedì d’Avvento in cui non ci fosse una Festa delle nove lezioni; chi non era tenuto all’Ufficio corale era solo invitato a farlo facoltativamente. Pur essendo stati soppressi quest’obbligo e questa indicazione, nulla vieta che si possa continuare a praticarla.

In Italia è molto sentita la tradizione della Novena di Natale, dal 16 al 24 Dicembre, che può essere cantata anche solennemente, col Sacerdote in piviale violaceo, Diacono e Suddiacono in dalmatica e tunicella (paramenti rosa la III Domenica d’Avvento, con Diacono e Suddiacono in dalmatica e tunicella; se la Novena viene cantata davanti al SS. Sacramento esposto i paramenti sono bianchi). Al Magnificat si incensano l’Altare, il celebrante, il Clero e i fedeli; o in caso di esposizione solo il SS. e l’Altare.

Esiste anche una melodia gregoriana per la Novena all’Immacolata Concezione, dal 30 Novembre al 7 Dicembre, cui può seguire l’esposizione del SS. Sacramento. La sua struttura è molto simile a quella di Natale e penso si possa officiare allo stesso modo.

Infine, la I Domenica d'Avvento si può cantare prima dell'Introito l'Antifona Sanctissimus namque Gregorius (o secondo un'altra versione, Gregorius Præsul), in riferimento all'inizio dell'anno liturgico e al fatto che San Gregorio ha organizzato il canto gregoriano, che da lui prende il nome.


Per ulteriori dettagli sulle rubriche dell'Avvento: L. Stercky, Manuel de liturgie et Cérémonial selon le Rit Romain, Paris Lecoffre 1935, Tomo II, pag. 211-220.

Per le Funzioni Episopali in Avvento: Id., Les Fonctions Pontificales selon le Rit Romain, Paris Lecoffre 1932, Tomo II, pag. 1-3.


Dall'Anno Liturgico di Dom Guéranger sul Tempo d'Avvento:

Sabato 28 Novembre 2020 nella liturgia




Vigilia di Sant'Andrea anticipata al Sabato, Vigilia comune, colore liturgico violaceo. Occorre ricordarsi di omettere la commemorazione di San Saturnino a Lodi e alla Messa, dato che resta fissa al 29 Novembre.

Con la fine di Nona terminano la Parte Autunnale del Breviario, il Tempo dopo Pentecoste e l'anno liturgico.

Coi Vespri incominciano il nuovo anno liturgico, il Tempo d'Avvento e la Parte Invernale del Breviario.

Primi Vespri della I Domenica d'Avvento, Domenica Maggiore di I Classe, Semidoppio, colore liturgico violaceo. Commemorazione di San Saturnino Martire.


Al Breviario

All'Ufficio della Vigilia:

Tutto dal Salterio (1 Notturno a Mattutino, II Schema a Lodi col quarto Salmo a Prima), Letture del Mattutino e Orazione dal Proprio dei Santi (al 29 Novembre).

Le Antifone non si raddoppiano; si dicono il Suffragio a Lodi, e le Preci Feriali a tutte le Ore da Lodi a Nona. Essendo la Vigilia un Ufficio di tipo feriale, a Prima si dicono il Capitolo Pacem et veritatem e la Lettura Breve Dominus autem. L'Ufficio della Vigilia termina con Nona.

All'Ufficio della Domenica:

Ai Vespri si fa tutto dalla I Domenica d'Avvento con i Salmi e l'Inno dal Salterio. Commemorazione dal Proprio dei Santi (al 29 Novembre).

Le Antifone non si raddoppiano, si dicono le Preci a Compieta.


Nota: chi, come me, prima di conservare il Breviario ha l'abitudine di lasciare i segnalibri pronti all'uso per quando sarà ripreso l'anno successivo, può preparare la Parte Autunnale nel modo seguente: il Salterio ai Vespri del Sabato, il Proprio del Tempo ai Primi Vespri della I Domenica di Settembre e della XIV Domenica dopo Pentecoste; il Proprio dei Santi ai Primi Vespri della Festa della Decollazione di San Giovanni Battista (29 Agosto) di cui si farà commemorazione la Domenica, il Comune dei Santi al Mattutino del Comune delle Vergini (Lunedì 30 è Santa Rosa da Lima).


Al Messale

Messa come al 29 Novembre ma senza la commemorazione di San Saturnino:

  • L'Alleluia è omesso
  • Si possono dire tre o cinque o sette Orazioni:
    • La prima della Messa
    • La seconda de S. Maria (Concede)
    • La terza o Contra persecutores Ecclesiae oppure Pro Papa
    • Le altre ad libitum
  • Prefazio Comune
  • Benedicamus Domino
  • Prologo di San Giovanni


Letture del Mattutino (in latino)

AD NOCTURNUM

Lectio 1

Léctio sancti Evangélii secúndum Joánnem

Joannes 1:35-51

In illo témpore: Stabat Joannes, et ex discipulis ejus duo. Et respiciens Jesum ambulantem, dicit: Ecce Agnus Dei. Et réliqua.

Homilia sancti Augustíni Epíscopi

Tract. 7 in Joann., post init.

Quia talis erat Joannes amicus sponsi, non quærebat gloriam suam, sed testimonium perhibebat veritati: numquid voluit apud se remanere discipulos suos, ut non sequerentur Dominum? Magis ipse ostendit discipulis suis quem sequerentur: habebant enim illum tamquam agnum. Et ille: Quid me attenditis: Ego non sum agnus. Ecce Agnus Dei. De quo et superius dixerat: Ecce Agnus Dei. Et quid nobis prodest Agnus Dei? Ecce, ait, qui tollit peccatum mundi. Secuti sunt illum, hoc audito, duo qui erant cum Joanne.

Lectio 2

Videamus sequentia. Ecce Agnus Dei. Hoc Joannes. Et audierunt eum duo discipuli loquentem, et secuti sunt Jesum. Non sic illum sequebantur, quasi jam ut inhærerent illi: nam manifestum est, quando illi inhæserunt, quia de navi eos vocavit. In his enim duobus erat Andreas, sicut modo audistis. Andreas autem frater Petri erat. Et novimus in Evangelio quod Petrum et Andream Dominus de navi vocavit, dicens: Venite post me, et faciam vos piscatores hominum. Et ex illo jam inhæserunt illi, ut non recederent.

Lectio 3

Modo ergo quod illum sequuntur isti duo, non quasi non recessuri sequuntur, sed videre voluerunt ubi habitaret, et facere quod scriptum est: Limen ostiorum ejus exterat pes tuus: surge ad illum venire assidue, et erudire præceptis ejus. Ostendit eis ille ubi maneret: venerunt, et fuerunt cum illo. Quam beatum diem duxerunt, quam beatam noctem! Quis est, qui nobis dicat quæ audierint illi a Domino? Aedificemus et nosmetipsi in corde nostro, et faciamus domum, quo veniat ille, et doceat nos, et colloquatur nobis.


Traduzione italiana delle Letture del Mattutino

NOTTURNO UNICO

Lettura 1

Lettura del santo Vangelo secondo Giovanni

Giov 1:35-51

In quell'occasione: Giovanni stava con due de’ suoi discepoli. E mirando Gesù, che passava, disse: Ecco l'Agnello di Dio. Eccetera.

Omelia di sant'Agostino Vescovo

Trattato 7 su Giovanni, dopo il principio

Perché Giovanni era così «l'amico dello sposo» Joann. 3,29, non cercava la propria gloria, ma rendeva testimonianza alla verità; volle forse ritenere presso di sé i suoi discepoli perché non seguissero il Signore? Anzi egli stesso mostrò ai suoi discepoli chi dovevano seguire. Infatti essi lo consideravano come l'Agnello; ed egli: «Che cercate in me? non son io l'Agnello; eccolo là l'Agnello di Dio» Joann. 1,35. E prima aveva già detto di esso: «Ecco l'Agnello di Dio» Joann. 1,29. E che ci giova l'Agnello di Dio? «Ecco, dice, colui che toglie il peccato dei mondo» (Ibi). Udito ciò, i due discepoli ch'erano con Giovanni seguirono Gesù.

Lettura 2

Vediamo quel che segue. «Ecco l'Agnello di Dio». Così Giovanni, «I due discepoli lo sentirono parlare e seguirono Gesù» Joann. 1,37. Essi non lo seguivano ancora come se già volessero starsene con lui; perché si sa che quando divennero definitivamente suoi discepoli, egli li chiamò mentr'erano nella barca. Infatti uno di questi due era Andrea, come avete udito ora, e Andrea era fratello di Pietro; e noi sappiamo dal Vangelo che il Signore chiamò Pietro e Andrea mentr'erano nella barca, dicendo «Venite dietro a me, e vi farò diventare pescatori di uomini» Matth. 4,19. E da quel momento si unirono a lui per non abbandonarlo più.

Lettura 3

Se dunque ora questi due lo seguono, non lo seguono già come se non lo dovessero abbandonare; ma volevano vedere dove abitava, e fare ciò che sta scritto: «Il tuo piede consumi la soglia della sua porta: va di buon mattino a trovarlo assiduamente e istruisciti dei suoi precetti» Eccli. 6,36. «Egli mostrò loro dove dimorava» Joann. 1,39; ci andarono e restarono con lui. Che beata giornata passarono, che notte felice! Chi ci ridirà ciò ch'essi udirono dal Signore? Edifichiamo anche noi e prepariamo nel nostro cuore una casa dove egli venga per istruirci e per intrattenersi con noi.


Ad Primam: il Martirologio del 29 Novembre 2020.

Tertio Kalendas Decembris, luna tertia decima.



Nel terzo giorno alle Calende di Dicembre, luna tredicesima.





Parti proprie della Messa (in latino)

INTROITUS

Dóminus secus mare Galilaeæ vidit duos fratres, Petrum et Andréam, et vocávit eos: Veníte post me: fáciam vos fíeri piscatóres hóminum. ~~  Coeli enárrant glóriam Dei: et ópera mánuum ejus annúntiat firmaméntum. ~~ Glória ~~ Dóminus secus mare Galilaeæ vidit duos fratres, Petrum et Andréam, et vocávit eos: Veníte post me: fáciam vos fíeri piscatóres hóminum.

COLLECTAE

Orémus. Quaesumus, omnípotens Deus: ut beátus Andréas Apóstolus, cujus prævenímus festivitátem, tuum pro nobis implóret auxílium; ut, a nostris reátibus absolúti, a cunctis étiam perículis eruámur. Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Orémus. Concéde nos fámulos tuos, quǽsumus, Dómine Deus, perpetua mentis et corporis sanitáte gaudére: et, gloriosa beátæ Maríæ semper Vírginis intercessióne, a præsénti liberári tristitia, et aeterna perfrui lætítia.

Ecclésiæ tuæ, quæsumus, Dómine, preces placátus admítte: ut, destrúctis adversitátibus et erróribus univérsis, secúra tibi sérviat libertáte.

Orationes ad libitum.

EPISTOLA

Léctio libri Sapiéntiæ.

Eccli 44:25-27; 45:2-4; 45:6-9

Benedíctio Dómini super caput justi. Ideo dedit illi Dóminus hereditátem, et divísit illi partem in tríbubus duódecim: et invénit grátiam in conspéctu omnis carnis. Et magnificávit eum in timóre inimicórum, et in verbis suis monstra placávit. Glorificávit illum in conspéctu regum, et jussit illi coram pópulo suo, et osténdit illi glóriam suam. In fide et lenitáte ipsíus sanctum fecit illum, et elégit eum ex omni carne. Et dedit illi coram præcépta, et legem vitæ et disciplínæ, et excélsum fecit illum. Státuit ei testaméntum ætérnum, et circumcínxit eum zona justítiæ: et índuit eum Dóminus corónam glóriæ.

GRADUALE

Nimis honoráti sunt amíci tui, Deus: nimis confortátus est principátus eórum. Dinumerábo eos: et super arénam multiplicabúntur.

EVANGELIUM

Sequéntia ✠ sancti Evangélii secúndum oánnem.

Joann 1:35-51

In illo témpore: Stabat Joánnes, et ex discípulis ejus duo. Et respíciens Jesum ambulántem, dicit: Ecce Agnus Dei. Et audiérunt eum duo discípuli loquéntem, et secúti sunt Jesum. Convérsus autem Jesus, et videns eos sequéntes se, dicit eis: Quid quaeritis? Qui dixérunt ei: Rabbi - quod dícitur interpretátum Magíster -, ubi hábitas? Dicit eis: Veníte et vidéte. Venérunt et vidérunt, ubi manéret, et apud eum mansérunt die illo: hora autem erat quasi décima. Erat autem Andréas, frater Simónis Petri, unus ex duóbus, qui audíerant a Joánne et secúti fúerant eum. Invénit hic primum fratrem suum Simónem, et dicit ei: Invénimus Messíam - quod est interpretátum Christus -. Et addúxit eum ad Jesum. Intúitus autem eum Jesus, dixit: Tu es Simon, fílius Jona: tu vocáberis Cephas, quod interpretátur Petrus. In crastínum vóluit exíre in Galilaeam, et invénit Philíppum. Et dicit ei Jesus: Séquere me. Erat autem Philíppus a Bethsáida, civitáte Andréæ et Petri. Invénit Philíppus Nathánaël, et dicit ei: Quem scripsit Moyses in lege, et Prophétæ, invénimus Jesum, fílium Joseph, a Názareth. Et dixit ei Nathánaël: A Názareth potest áliquid boni esse? Dicit ei Philíppus: Veni et vide. Vidit Jesus Nathánaël veniéntem ad se, et dicit de eo: Ecce vere Israëlíta, in quo dolus non est. Dicit ei Nathánaël: Unde me nosti? Respóndit Jesus et dixit ei: Priúsquam te Philíppus vocáret, cum esses sub ficu, vidi te. Respóndit ei Nathánaël et ait: Rabbi, tu es Fílius Dei, tu es Rex Israël. Respóndit Jesus et dixit ei: Quia dixi tibi: Vidi te sub ficu, credis: majus his vidébis. Et dicit ei: Amen, amen, dico vobis, vidébitis coelum apértum, et Angelos Dei ascendéntes et descendéntes supra Fílium hóminis.

OFFERTORIUM

Glória et honóre coronásti eum: et constituísti eum super ópera mánuum tuárum, Dómine.

SECRETAE

Sacrándum tibi, Dómine, munus offérimus: quo beáti Andréæ Apóstoli sollémnia recoléntes, purificatiónem quoque nostris méntibus implorámus.Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Tua, Dómine, propitiatióne, et beátæ Maríæ semper Vírginis intercessióne, ad perpétuam atque præséntem hæc oblátio nobis profíciat prosperitátem et pacem.

Prótege nos, Dómine, tuis mystériis serviéntes: ut, divínis rebus inhæréntes, et córpore tibi famulémur et mente.

Orationes ad libitum

COMMUNIO

Dicit Andréas Simóni fratri suo: Invénimus Messíam, qui dícitur Christus: et addúxit eum ad Jesum.

POSTCOMMUNIO

Orémus. Percéptis, Dómine, sacraméntis supplíciter exorámus: ut, intercedénte beáto Andréa Apostolo tuo, quæ pro illíus veneránda gérimus passióne, nobis profíciant ad medélam. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Orémus. Sumptis, Dómine, salútis nostræ subsídiis: da, quaesumus, beátæ Maríæ semper Vírginis patrocíniis nos ubíque prótegi; in cujus veneratióne hæc tuæ obtúlimus maiestáti.

Quaesumus, Dómine, Deus noster: ut, quos divína tríbuis participatióne gaudére, humánis non sinas subjacére perículis.

Orationes ad libitum.


Traduzione italiana

INTROITO

Il Signore vide due fratelli, Pietro ed Andrea, lungo il mare di Galilea, e li chiamò: seguitemi, vi farò pescatori di uomini. ~~ I cieli narrano la gloria di Dio; e il firmamento annunzia le opere delle sue mani. ~~ Gloria ~~ Il Signore vide due fratelli, Pietro ed Andrea, lungo il mare di Galilea, e li chiamò: seguitemi, vi farò pescatori di uomini.

COLLETTE

Preghiamo. Ti preghiamo, Dio onnipotente, che il beato Apostolo Andrea, alla cui festa ci prepariamo, c'implori il tuo aiuto: affinché, assolti dal nostri peccati, siamo anche liberati da tutti i pericoli. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Preghiamo. Signore, te ne preghiamo, concedi ai tuoi servi perpetua salute di anima e di corpo; e, per intercessione della beata Vergine Maria, concedici di essere liberati dai mali presenti e di godere delle gioie eterne.

Accogli, placato, o Signore le preghiere della tua Chiesa perché, distrutte tutte le avversità e gli errori, ti serva in sicura libertà.

Si possono aggiungere altre due o quattro Orazioni a scelta del Sacerdote, senza Oremus ma l'ultima ha la conclusione.

EPISTOLA

Lettura del Libro della Sapienza.

Eccli 44:25-27; 45:2-4; 45:6-9

La benedizione del Signore è sopra il capo del giusto. Pertanto il Signore gli diede un'eredità, e divise per lui una parte nelle dodici tribù: e trovò grazia al cospetto di ogni uomo. E lo rese grande con timore dei nemici, e placò le belve con le sue parole. Lo glorificò davanti ai re, e lo comandò davanti al suo popolo, e gli mostrò la sua gloria. Lo fece santo per la fede e la mansuetudine di lui, e lo elesse fra tutti gli uomini. E diede precetti davanti a lui e legge di vita e disciplina, e lo rese eccelso. Stabilì per lui un patto eterno, e gli cinse attorno la cintura della giustizia: ed il Signore gli fece indossare la corona di gloria.

GRADUALE

Sono oltremodo onorati, o Dio, i tuoi amici, il loro principato è divenuto estremamente forte. Io li conterò, e saranno più numerosi che la rena.

VANGELO

Lettura del Santo Vangelo secondo San Giovanni.

Giov 1:35-51

In quel tempo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: "Ecco l'agnello di Dio!". E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: "Che cercate?". Gli risposero: "Rabbi [che significa maestro], dove abiti?". Disse loro: "Venite e vedrete". Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone, e gli disse: "Abbiamo trovato il Messia [che significa il Cristo]" e lo condusse da Gesù. Gesù, fissando lo sguardo su di lui, disse: "Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa [che vuol dire Pietro]". Il giorno dopo Gesù aveva stabilito di partire per la Galilea; incontrò Filippo e gli disse: "Seguimi". Filippo era di Betsaida, la città di Andrea e di Pietro. Filippo incontrò Natanaele e gli disse: "Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i Profeti, Gesù, figlio di Giuseppe di Nazareth". Natanaele esclamò: "Da Nazareth può mai venire qualcosa di buono?". Filippo gli rispose: "Vieni e vedi". Gesù intanto, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: "Ecco davvero un Israelita in cui non c'è falsità". Natanaele gli domandò: "Come mi conosci?". Gli rispose Gesù: "Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto il fico". Gli replicò Natanaele: "Rabbi, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele!". Gli rispose Gesù: "Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto il fico, credi? Vedrai cose maggiori di queste!". Poi gli disse: "In verità, in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell'uomo".

OFFERTORIO

Lo hai coronato di gloria e di onore: e lo hai costituito sopra le opere delle tue mani, o Signore.

SECRETE

Ti offriamo, o Signore, questo dono da consacrare: con il quale celebrando la solennità del beato Apostolo Andrea, imploriamo anche la purificazione per le nostre menti. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Per la tua clemenza, Signore, e per l'intercessione della beata sempre vergine Maria, l'offerta di questo sacrificio giovi alla nostra prosperità e pace nella vita presente e nella futura.

Proteggi, o Signore, noi che celebriamo i tuoi misteri, perché trattando le cose divine, ti serviamo col corpo e coll’anima.

Si possono aggiungere altre due o quattro Orazioni a scelta del Sacerdote, l'ultima ha la conclusione.

COMUNIONE

Dice Andrea a Simone suo fratello: "Abbiamo trovato il Messia, che significa il Cristo" e lo condusse da Gesù.

POST-COMUNIONE

Preghiamo. Ricevuti i sacramenti, ti supplichiamo pregandoti, o Signore, affinché per l'intercessione del beato Andrea tuo Apostolo, quel che abbiamo fatto in onore della sua veneranda passione, a noi giovi per la guarigione. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Preghiamo. Ricevuti i misteri della nostra salvezza, ti preghiamo, o Signore, di essere ovunque protetti dalla beata sempre vergine Maria, ad onore della quale abbiamo presentato alla tua maestà questo sacrificio.

Ti preghiamo, Signore Iddio nostro, perché Tu non permetta che soggiacciano a umani pericoli coloro cui hai concesso di godere delle divina partecipazione.

Si possono aggiungere altre due o quattro Orazioni a scelta del Sacerdote, senza Oremus ma l'ultima ha la conclusione.


Purtroppo mi è impossibile trovare online versioni dell'Anno Liturgico di Dom Guéranger anteriori al 1955, anno in cui, tra le perverse riforme realizzate dal massone apostata Annibale Bugnini, vi è la soppressione della quasi totalità delle Vigilie dal calendario liturgico.

26 novembre 2020

Venerdì 27 Novembre 2020 nella liturgia


 

Venerdì nella XXIV Settimana dopo Pentecoste e V di Novembre, Feria minore, colore liturgico verde. Giorno di astinenza dalle carni.

Alla Scrittura occorrente del Mattutino incominciano i Libri dei Profeti Zaccaria e Malachia (quest'ultimo anticipato perché impedito domani).


Chi invece ha il diritto di celebrare la Festa propria per alcuni luoghi della Beata Vergine Maria Immacolata della Medaglia Miracolosa, ne troverà la Messa a questo link:

http://tradidiaccepi.blogspot.com/2017/11/beata-vergine-maria-immacolata-della.html


Al Breviario

Tutto dal Salterio (1 Notturno a Mattutino, I Schema a Lodi). Le Letture del Mattutino sono così organizzate: la I Lettura Incipit del Profeta Zaccaria, e la II Lettura di Zaccaria sono del Venerdì nella V Settimana di Novembre coi loro rispettivi Responsori; la III Lettura Incipit del Profeta Malachia si prende dal Sabato, ma col III Responsorio del Venerdì. Orazione della XXIV Domenica dopo Pentecoste

Le Antifone non si raddoppiano, si dicono il Suffragio a Lodi e Vespri, e le Preci Domenicali a Prima e Compieta.


Al Messale

Si può celebrare facoltativamente la Messa della XXIV Domenica dopo Pentecoste con le seguenti variazioni:

  • Gloria e Credo sono omessi
  • Si possono dire cinque o sette Orazioni:
    • La prima della Messa
    • La seconda Ad poscenda suffragia Sanctorum (A cunctis)
    • Le altre ad libitum
  • Prefazio Comune
  • Benedicamus Domino
  • Prologo di San Giovanni

Oppure è possibile dire una Messa Votiva privata (senza Gloria, Orazioni come sopra, Benedicamus Domino), o ancora una Messa quotidiana di Requiem (con tre Orazioni).


Letture del Mattutino (in latino)

AD NOCTURNUM

Lectio 1

Incipit Zacharías Prophéta

Zach 1:1-3

In mense octávo, in anno secúndo Daríi regis, factum est verbum Dómini ad Zacharíam fílium Barachíæ fílii Addo prophétam, dicens: Irátus est Dóminus super patres vestros iracúndia; et dices ad eos: Hæc dicit Dóminus exercítuum: Convertímini ad me, ait Dóminus exercítuum, et convértar ad vos, dicit Dóminus exercítuum.

Lectio 2, Zach 1:4-5

Ne sitis sicut patres vestri, ad quos clamábant prophétæ prióres, dicéntes: Hæc dicit Dóminus exercítuum: Convertímini de viis vestris malis, et de cogitatiónibus vestris péssimis; et non audiérunt, neque attendérunt ad me, dicit Dóminus. Patres vestri, ubi sunt? et prophétæ numquid in sempitérnum vivent?

Lectio 3

Incipit Malachías Prophéta

Mal 1:1-4

Onus verbi Dómini ad Israël in manu Malachíæ. Diléxi vos, dicit Dóminus, et dixístis: In quo dilexísti nos? Nonne frater erat Esau Jacob? dicit Dóminus, et diléxi Jacob, Esau autem ódio hábui, et pósui montes ejus in solitúdinem, et hereditátem ejus in dracónes desérti? Quod si díxerit Idumǽa: Destrúcti sumus, sed reverténtes ædificábimus quæ destrúcta sunt: hæc dicit Dóminus exercítuum: Isti ædificábunt, et ego déstruam; et vocabúntur términi impietátis, et pópulus cui irátus est Dóminus usque in ætérnum.


Traduzione italiana delle Letture del Mattutino

NOTTURNO UNICO

Lettura 1

Incomincia il Profeta Zaccaria

Zac 1:1-3

Nel mese ottavo dell'anno secondo del re Dario, fu indirizzata la parola del Signore a Zaccaria, figlio di Barachia, figlio di Addo profeta dicendo: Il Signore s'è adirato altamente co' vostri padri; ma tu dirai loro: Ecco ciò che dice il Signore degli eserciti: Convertitevi a me, dice il Signore degli eserciti, e io mi rivolgerò a voi, dice il Signore degli eserciti.

Lettura 2, Zac 1:4-5

Non siate come i padri nostri, ai quali i profeti precedenti gridavano dicendo: Ecco ciò che dice il Signore: Convertitevi dalle vostre male opere e dalle pessime vostre intenzioni; ma essi non mi udirono e non mi dettero retta, dice il Signore. E dove sono i padri vostri? e i profeti vivranno forse eternamente?

Lettura 3

Incomincia il Profeta Malachia

Mal 1:1-4

Rimprovero del Signore ad Israele per mezzo di Malachía. Io vi ho amati, dice il Signore, e voi avete detto: Dov'è che ci hai amati? Non era forse Esaù fratello di Giacobbe, dice il Signore, eppure io amai Giacobbe, e odiai Esaù, e ho ridotto i suoi monti ad una solitudine, e la sua eredità un deserto di dragoni? Che se dirà l'Idumea: Siamo stati distrutti, ma ritornando riedificheremo ciò che è stato distrutto; ecco ciò che dice il Signore degli eserciti: Essi edificheranno, ed io distruggerò; e saran chiamati regione di empietà, popolo contro del quale il Signore è sdegnato in eterno.


Ad Primam: il Martirologio del 28 Novembre 2020.

Quarto Kalendas Decembris, luna duodecima.



Nel quarto giorno alle Calende di Dicembre, luna dodicesima.





Parti proprie della Messa della XXIV Domenica dopo Pentecoste (in latino)

INTROITUS

Dicit Dóminus: Ego cógito cogitatiónes pacis, et non afflictiónis: invocábitis me, et ego exáudiam vos: et redúcam captivitátem vestram de cunctis locis. ~~ Benedixísti, Dómine, terram tuam: avertísti captivitátem Jacob. ~~  Glória  ~~  Dicit Dóminus: Ego cógito cogitatiónes pacis, et non afflictiónis: invocábitis me, et ego exáudiam vos: et redúcam captivitátem vestram de cunctis locis.

COLLECTAE

Orémus. Excita, quǽsumus. Dómine, tuórum fidélium voluntátes: ut, divíni óperis fructum propénsius exsequéntes; pietátis tuæ remédia maióra percípiant. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Orémus. A cunctis nos, quǽsumus, Dómine, mentis et córporis defénde perículis: et, intercedénte beáta et gloriósa semper Vírgine Dei Genetríce María, cum beáto Joseph, beátis Apóstolis tuis Petro et Paulo, atque beáto N. et ómnibus Sanctis, salutem nobis tríbue benígnus et pacem; ut, destrúctis adversitátibus et erróribus univérsis, Ecclésia tua secúra tibi sérviat libertáte.

Orationes ad libitum.

EPISTOLA

Léctio Epístolæ beáti Pauli Apóstoli ad Colossénses.

Col 1:9-14

Fratres: Non cessámus pro vobis orántes et postulántes, ut impleámini agnitióne voluntátis Dei, in omni sapiéntia et intelléctu spiritáli: ut ambulétis digne Deo per ómnia placéntes: in omni ópere bono fructificántes, et crescéntes in scientia Dei: in omni virtúte confortáti secúndum poténtiam claritátis eius in omni patiéntia, et longanimitáte cum gáudio, grátias agentes Deo Patri, qui dignos nos fecit in partem sortis sanctórum in lúmine: qui erípuit nos de potestáte tenebrárum, et tránstulit in regnum Fílii dilectiónis suæ, in quo habémus redemptiónem per sánguinem eius, remissiónem peccatórum.

GRADUALE

Liberásti nos, Dómine, ex affligéntibus nos: et eos, qui nos odérunt, confudísti. In Deo laudábimur tota die, et in nómine tuo confitébimur in saecula.

ALLELUIA

Allelúja, allelúja. De profúndis clamávi ad te, Dómine: Dómine, exáudi oratiónem meam. Alleluia.

EVANGELIUM

Sequéntia ✠ sancti Evangélii secúndum Matthǽum.

Matt 24:15-35

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Cum vidéritis abominatiónem desolatiónis, quæ dicta est a Daniéle Prophéta, stantem in loco sancto: qui legit, intélligat: tunc qui in Iudǽa sunt, fúgiant ad montes: et qui in tecto, non descéndat tóllere áliquid de domo sua: et qui in agro, non revertátur tóllere túnicam suam. Væ autem prægnántibus et nutriéntibus in illis diébus. Oráte autem, ut non fiat fuga vestra in híeme vel sábbato. Erit enim tunc tribulátio magna, qualis non fuit ab inítio mundi usque modo, neque fiet. Et nisi breviáti fuíssent dies illi, non fíeret salva omnis caro: sed propter eléctos breviabúntur dies illi. Tunc si quis vobis díxerit: Ecce, hic est Christus, aut illic: nolíte crédere. Surgent enim pseudochrísti et pseudoprophétæ, et dabunt signa magna et prodígia, ita ut in errórem inducántur - si fíeri potest - étiam elécti. Ecce, prædíxi vobis. Si ergo díxerint vobis: Ecce, in desérto est, nolíte exíre: ecce, in penetrálibus, nolíte crédere. Sicut enim fulgur exit ab Oriénte et paret usque in Occidéntem: ita erit et advéntus Fílii hóminis. Ubicúmque fúerit corpus, illic congregabúntur et áquilæ. Statim autem post tribulatiónem diérum illórum sol obscurábitur, et luna non dabit lumen suum, et stellæ cadent de cælo, et virtútes cœlórum commovebúntur: et tunc parébit signum Fílii hóminis in cœlo: et tunc plangent omnes tribus terræ: et vidébunt Fílium hóminis veniéntem in núbibus cæli cum virtúte multa et maiestáte. Et mittet Angelos suos cum tuba et voce magna: et congregábunt eléctos eius a quátuor ventis, a summis cœlórum usque ad términos eórum. Ab árbore autem fici díscite parábolam: Cum iam ramus eius tener fúerit et fólia nata, scitis, quia prope est æstas: ita et vos cum vidéritis hæc ómnia, scitóte, quia prope est in iánuis. Amen, dico vobis, quia non præteríbit generátio hæc, donec ómnia hæc fiant. Cœlum et terra transíbunt, verba autem mea non præteríbunt.

OFFERTORIUM

De profúndis clamávi ad te, Dómine: Dómine, exáudi oratiónem meam: de profúndis clamávi ad te, Dómine.

SECRETAE

Propítius esto, Dómine, supplicatiónibus nostris: et, pópuli tui oblatiónibus precibúsque suscéptis, ómnium nostrum ad te corda convérte; ut, a terrenis cupiditátibus liberáti, ad cœléstia desidéria transeámus. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Exáudi nos, Deus, salutáris noster: ut, per hujus sacraménti virtútem, a cunctis nos mentis et córporis hóstibus tueáris; grátiam tríbuens in præsénti, et glóriam in futúro.

Orationes ad libitum.

COMMUNIO

Amen, dico vobis, quidquid orántes pétitis, crédite, quia accipiétis, et fiet vobis.

POSTCOMMUNIO

Orémus. Concéde nobis, quǽsumus, Dómine: ut per hæc sacraménta quæ súmpsimus, quidquid in nostra mente vitiósum est, ipsorum medicatiónis dono curétur. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Orémus. Mundet et múniat nos, quǽsumus, Dómine, divíni sacraménti munus oblátum: et, intercedénte beáta Vírgine Dei Genetríce María, cum beáto Joseph, beátis Apóstolis tuis Petro et Paulo, atque beáto N. et ómnibus Sanctis; a cunctis nos reddat et perversitátibus expiátos, et adversitátibus expedítos.

Orationes ad libitum.


Traduzione italiana

INTROITO

Dice il Signore: Io ho pensieri di pace e non di afflizione: mi invocherete e io vi esaudirò: vi ricondurrò da tutti i luoghi in cui siete stati condotti. ~~ Hai benedetta la tua terra, o Signore: hai distrutta la schiavitù di Giacobbe. ~~  Gloria  ~~ Dice il Signore: Io ho pensieri di pace e non di afflizione: mi invocherete e io vi esaudirò: vi ricondurrò da tutti i luoghi in cui siete stati condotti.

COLLETTE

Preghiamo. Eccita, o Signore, Te ne preghiamo, la volontà dei tuoi fedeli: affinché dedicandosi con maggiore ardore a far fruttare l’opera divina, partecipino maggiormente dei rimedi della tua misericordia. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Preghiamo. Liberaci, O Signore, da ogni pericolo nell'anima e nel corpo; e, per l'intercessione della beata e gloriosa sempre vergine Maria Madre di Dio, del beato Giuseppe, dei beati apostoli tuoi Pietro e Paolo, del beato N. e di tutti i santi, benevolmente concedici salute e pace, affinché; libera da ogni avversità ed errore, la tua Chiesa ti possa servire in sicura libertà.

Altre tre o cinque Orazioni a scelta del Sacerdote (senza Oremus, solo l'ultima ha la conclusione).

EPISTOLA

Lettura dell'Epistola di San Paolo Apostolo ai Colossesi.

Col 1:9-14

Fratelli: Non cessiamo di pregare per voi e di domandare che siate resi perfetti nella scienza della volontà di Dio, colmati di ogni sapienza ed intelligenza spirituale, così che conduciate una vita degna di Dio, sì da piacergli in tutto, da portar frutto in ogni opera buona e progredire nella scienza di Dio: corroborati con ogni specie di fortezza della sua gloriosa potenza, al fine di sopportare tutto con pazienza e longanimità, ringraziando con gioia Dio Padre che vi ha resi capaci di partecipare al retaggio dei santi nella luce. Lui, che ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio diletto, nel quale abbiamo la redenzione mediante il suo sangue e la remissione dei peccati.

GRADUALE

Ci liberasti da coloro che ci affliggevano, o Signore, e confondesti quelli che ci odiavano. In Dio ci glorieremo tutto il giorno e celebreremo il suo nome in eterno.

ALLELUIA

Alleluia, alleluia. Dal profondo Ti invoco, o Signore: o Signore, esaudisci la mia preghiera. Alleluia.

VANGELO

Lettura del Santo Vangelo secondo San Matteo.

Matt 24:15-35

In quel tempo: Gesù disse ai suoi discepoli: Quando vedrete l’abominazione della desolazione, predetta dal profeta Daniele, posta nel luogo santo: chi legge comprenda, allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano ai monti, e chi si trova sulla terrazza non scenda per prendere qualcosa in casa sua, e chi sta al campo non torni a pigliare la sua veste. Guai poi alle donne gravide e a quelle che in quei giorni allattano. Pregate che non abbiate a fuggire d’inverno, o in giorno di sabato, poiché allora sarà grande la tribolazione, quale non fu dal principio del mondo sino ad oggi, né sarà mai. E se quei giorni non fossero accorciati, nessun uomo si salverebbe, ma quei giorni saranno accorciati in grazia degli eletti. Allora, se alcuno vi dirà: Ecco qui o ecco là il Cristo: non credete. Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti: e faranno grandi miracoli e prodigi, da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti. Ecco, io ve l’ho predetto. Se quindi vi diranno: Ecco è nel deserto, non uscite; ecco è nella parte più riposta della casa, non credete. Infatti, come il lampo parte da Oriente e brilla fino ad Occidente: così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Dovunque sarà il corpo, lì si aduneranno gli avvoltoi. Ma subito dopo quei giorni di tribolazione si oscurerà il sole, e la luna non darà più la sua luce, e le stelle cadranno dal cielo, e le potestà dei cieli saranno sconvolte. Allora apparirà nel cielo il segno del Figlio dell’uomo: piangeranno tutte le tribù della terra e vedranno il Figlio dell’uomo scendere sulle nubi del cielo con grande potestà e maestà. Egli manderà i suoi Angeli con la tromba e con voce magna a radunare i suoi eletti dai quattro venti, da un’estremità all’altra dei cieli. Imparate questa similitudine dall’albero del fico: quando il suo ramo intenerisce e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina: così, quando vedrete tutte queste cose sappiate che Egli è alle porte. In verità vi dico, non passerà questa generazione che non siano adempiute tutte queste cose. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole no.

OFFERTORIO

Dal profondo Ti invoco, o Signore: o Signore, esaudisci la mia preghiera: dal profondo Ti invoco, o Signore.

SECRETE

Sii propizio, o Signore, alle nostre suppliche e, ricevute le offerte e le preghiere del tuo popolo, converti a Te i cuori di noi tutti, affinché, liberati dalle brame terrene, ci rivolgiamo ai desiderii celesti. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

O Dio nostra salvezza, esaudiscici; e, in virtù di questo sacramento proteggici da ogni nemico della mente e del corpo, dandoci la grazia nel tempo presente e la gloria nell'eternità.

Altre tre o cinque Orazioni a scelta del Sacerdote (solo l'ultima ha la conclusione).

COMUNIONE

In verità vi dico: tutto quello che domandate, credete di ottenerlo e vi sarà dato.

POST-COMUNIONE

Preghiamo. Concedici, Te ne preghiamo, o Signore: che quanto di vizioso è nell’anima nostra sia curato dalla virtù medicinale di questi sacramenti che abbiamo assunto. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

Preghiamo. O Signore, l’opera medicinale del tuo sacramento ci liberi benignamente dalle nostre perversità, e ci faccia vivere sempre sinceramente fedeli ai tuoi precetti.

Altre tre o cinque Orazioni a scelta del Sacerdote (senza Oremus, solo l'ultima ha la conclusione).